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Le sorprese dell’Orco

In questo caso l’Orco non è verde e non mangia nemmeno i viandanti.

Tutt’al più vi potrà chiedere una tassa in pelle delle mani per il vostro passaggio nei suoi territori.

No, non sto parlando di un orco che per sbarcare il lunario si dedica alla manicure dei turisti ma del nostro orco per eccellenza ( no, non è Sherk): l’orco della Valle dell’Orco!

Come gli umani, anche gli orchi possono attraversare dei periodo di crisi di coppia.

Le liti si sprecano, i piatti volano e il povero Orco esce di casa spesso cercando una maniera per scaricare la tensione accumulata tra le mura domestiche.

Ha provato a sradicare alberi ma si è preso una multa dalla forestale, ha provato a scagliare massi da un lato all’altro della valle ma i carabinieri lo hanno arrestato pensando che fosse un black block in allenamento, ha passato la sera nella taverna del paese a bere ma ha lasciato l’auto in doppia fila e il carro attrezzi l’ha portata via.

Mentre rincasava barcollando al buio attraverso il bosco, senza vederci una cippa perché la pila frontale è rimasta nell’auto, malediceva l’oste della taverna per il suo buon vino.

Tra un’imprecazione e l’altra si reggeva a mala pena in piedi appoggiandosi ai tronchi dei larici.

Sarà stata la stanchezza, forse l’alcool, forse la scarsa cultura di botanica alpina ma decise di appoggiarsi ad un sambuco che, come voi sicuramente saprete, ha qualche difficoltà a sorreggere un Orco di diversi quintali.

PATATRACK!!!!!!

L’Orco si ritrovò a ruzzolare giù per la montagna inviando simpatici appellativi alla moglie, al cielo, alla forestale, ai carabinieri e, soprattutto, a quel dannato esame di botanica alpina passato con un indecente 18!

La caduta  terminò alla base di un salto di grigio gneiss.

Contuso e disorientato l’Orco raccolse le forze rimaste e con un urlo di disperazione tirò un gancio destro alla parete.

La roccia tremò ed una fessura spaccò in due la parete correndo in obliquo.

L’Orco,con suo stupore, provò un senso di calma interiore. Aveva trovato il modo per sfogarsi ed era appena nata la FESSURA DELLA DISPERAZIONE!

Da quel giorno in avanti,quotidianamente, l’Orco si reca alla base di una parete per prenderla a cazzotti.

Lui si sfoga e noi abbiamo sempre nuove fessure da salire!!!

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Durante la primavera e l’estate 2011 con diversi amici ho seguito le tracce dell’Orco cercando le sue fessure.

Non è stato difficile ed i risultati sono stati più che soddisfacenti

In ordine cronologico sono state salite le seguenti  NUOVE linee:

PERCUSSIONI LITICHE: una superba fessura strapiombante ad incastro di dita e mano valutata 7b+/c. Questo monotiro si può annoverare tra le più belle fessure della valle salibili in stile trad  e regala una sequenza di movimenti veramente “ ecceziunali”!

Come arrivarci? 

GERA UNA VOLTA: tra la boscaglia sopra la Fraz. Gera con Fabrizio Berruto ho scovato un tiro molto carino valutato 6b. Si tratta di una fessura ad arco con incastri di mano e dita completamente da proteggere.

Come arrivarci?

LA PULCE D’ACQUA: corta via di fessura composta da 4 lunghezze di corda a piombo sul torrente orco aperta con Emanale Foglia. Le difficoltà date in apertura sono: 6c, 6b,4c,6 a+.

Sulla via sono presenti due spit ed è necessaria una serie di friends doppia fino al numero 2 BD.

Come arrivarci?

MANSUETO: monotiro scoperto aprendo “la pulce d’acqua”. Fessura leggermente appoggiata ad incastro di mano ideale per prendere confidenza con questo genere di arrampicata. 5b

Come arrivarci?

BASTASU U PADRONE: diedro perfetto posto appena a destra di Mansueto con cui ha in comune la sosta.5c

Come arrivarci?

La caccia alle fessure non è terminata,

l’autunno promette bene!!!

Umberto Bado – Guida Alpina