Archivi tag: alpinismo

Corso di Alpinismo 2024

Ciao a tutti! È con grande piacere che presentiamo il nuovo corso di Alpinismo per la stagione estiva 2024!

La presentazione ufficiale sarà in sede, il giorno giovedì 09/05/2024 alle ore 21! Vi aspettiamo! Non mancate!

Presentazione Alpinismo

Per i dettagli clicca qui!

Le iscrizioni saranno aperte a partire dal giorno 30/04/2024, potete inviare la vostra candidatura, compilando il modulo seguente e inviandolo via mail.

Modulo Iscrizione Alpinismo

Per informazioni e iscrizioni: corsoalpinismo@caiugetalp.com

 

Pagina Facebook della Scuola

Scuola di Alpinismo e Arrampicata Alberto Grosso – Cai Uget Torino

La Scuola di Alpinismo e Arrampicata Alberto Grosso del Cai Uget Torino organizza annualmente Corsi di Arrampicata e Alpinismo per gli iscritti al CAI, volti ad avvicinare tutti alle attività sportive di montagna: Arrampicata Libera (in falesia e su vie lunghe), arrampicata su ghiaccio, alpinismo.

La Scuola organizza inoltre un corso di Ginnastica Presciistica e Prealpinistica, volto al mantenimento fisico indoor quando non è possibile svolgere attività all’aperto con più regolarità.

Sul sito vengono anche pubblicate le schede dei corsi, il materiale didattico, informazioni e notizie dal mondo dell’alpinismo e della montagna.

La presentazione dei corsi di arrampicata e alpinismo annuali avviene in concomitanza con la presentazione del primo corso dell’anno accademico, quello di Arrampicata Libera! Vi aspettiamo numerosi!

Scarica qui la versione PDF della locandina per diffonderla!

Locandina Corsi 2023 2024

Qui puoi invece scaricare il pieghevole, sempre in PDF, con la presentazione di tutti i Corsi organizzati dalla Scuola!

Visitate la nostra pagina Facebook, sulla quale potrete trovare foto e descrizioni degli ultimi corsi svolti dalla Scuola.

Per informazioni scrivi a: direzionescuola@caiugetalp.com

Finalmente il GranCap!

Io sognavo di raggiungere la vetta del Grand Capucin, uno dei Satelliti del Monte Bianco più famosi e temuti, da tanti anni, mentre Paolo sognava di raggiungere nuovamente la stessa cima (l’aveva già raggiunta dalla Via degli Svizzeri) dalla blasonata Via Bonatti-Ghigo, la prima salita dal mitico Walter sull’imperiosa parete Est!

Così decidiamo di provarci, peraltro come prima via in alta montagna della stagione, e come prima opzione pensiamo di salire al Torino il venerdì pomeriggio, salire la via il sabato, dormire ancora in quota e scendere domenica. Purtroppo un inconveniente lavorativo ci impedisce di salire il venerdì, così facciamo la follia di partire sabato mattina con la prima funivia e tentarla così.

Ma ovviamente abbiamo fatto il passo più lungo della gamba e, nel tardo pomeriggio, ci troviamo sotto il muro di 40 metri di 7a, che peraltro è completamente bagnato (più che altro è una cascata!), così in modo un po’ avventuroso disarrampichiamo l’ultimo tiro salito (il 6c di fessurino in traverso) e scendiamo, per evitare di farci sorprendere in parete dal buio! Scelta che si rivela saggia! Passiamo la notte al Torino (vecchio! il nuovo era pieno!) e al mattino saliamo la Bettembourg al Pic Adolphe (avevamo deciso di fare una via facile vista la stanchezza, e la scelta era caduta su Lifting du Roi al Roi de Siamo, ma c’era una gran coda, così…).

Settimana dopo, Paolo mi chiama e mi dice “ora la conosciamo fino a metà, saremo più veloci fino lì, facciamo in artif il muro bagnato e per la sera scendiamo”, io titubo un po’ ma poi mi faccio convincere, ma a condizione di salire la sera, dormire su (in tenda sul ghiacciaio), farla dormire di nuovo in tenda e scendere con comodo il giorno ancora seguente! E così è, si parte il sabato pomeriggio, notte bellissima in tenda sotto il GranCap, e al mattino attacchiamo alle prime luci.

Risaliamo velocemente lo zoccolo, seguendo delle cenge verso sinistra (il canale usato originariamente da Walter non è più salibile in sicurezza in questa stagione), e alle 8 siamo sulle Terrazze Bonatti sotto l’attacco del primo tiro!

Come previsto da Paolo saliamo velocemente i tiri già saliti la volta precedente, diedri e fessure bellissimi, saliti in libera fino al 6b, poi il famigerato fessurino di 6c in traverso verso destra seguito dal muro di 40 metri, sempre bagnato (saliti entrambi in artif con uso di staffe, per velocizzare la progressione).

Da quel momento ci muoviamo su terreno a noi sconosciuto, ma, un po’ in libera un po’ in artif, raggiungiamo la vetta nemmeno troppo tardi, nonostante la mia notevole fatica e i crampi del povero Paolo che ha dovuto tirare da primo gli ultimi tiri (la via è davvero molto fisica, e scalarne tratti in artif non rende la fatica minore!).

Poi doppie “veloci” (in realtà ne sbagliamo una e dobbiamo superare uno strapiombo in discesa), e prima del buio siamo di nuovo in tenda, una bella cena ristoratrice sul fornello e poi un meritato riposo!

La soddisfazione di aver seguito le orme di uno dei più grandi alpinisti di sempre si  legge ancora nei nostri occhi mentre scendiamo con la funivia!

Grazie a Walter per averci aperto tante e tante vie e grazie a Paolo per la sua affidabilità e tenacia!

Bonatti al Grand Capucin

Bonatti al Grand Capucin

Bonatti al Grand Capucin

Bonatti al Grand Capucin

Bonatti al Grand Capucin Bonatti al Grand Capucin

Bonatti al Grand Capucin Bonatti al Grand Capucin

Bonatti al Grand Capucin

Bonatti al Grand Capucin

Bonatti al Grand Capucin

Bonatti al Grand Capucin

La scuola

CAI UGET Torino

Benvenuti nel sito della Scuola di Alpinismo e Arrampicata Alberto Grosso – CAI UGET Torino.

La Scuola di Alpinismo e Arrampicata organizza annualmente corsi per gli iscritti al CAI, volti ad avvicinare tutti alle attività sportive di montagna: Arrampicata Libera (in falesia e su vie lunghe), Arrampicata su Ghiaccio, Alpinismo.

La Scuola organizza inoltre un corso di ginnastica presciistica e prealpinistica, volto al mantenimento indoor quando non è possibile svolgere attività all’aperto con più regolarità.

Sul sito vengono anche pubblicate le schede dei corsi, il materiale didattico, informazioni e notizie dal mondo dell’alpinismo e della montagna.

Sulla nostra pagina Facebook, potete trovare foto e descrizioni degli ultimi corsi svolti dalla Scuola.

Per maggiori informazioni:
CAI-UGET C.so Francia 192 – 10145 Torino (Parco della Tesoriera)
email: direzionescuola@caiugetalp.com
Tel.: 011 53 79 83 – Fax: 011 41 21 786

Oppure invia il seguente modulo:

[contact-form to=”direzionescuola@caiugetalp.com” subject=”Richiesta informazioni sulla scuola via Web”][contact-field label=”Nome e Cognome” type=”name” required=”1″][contact-field label=”Email” type=”email” required=”1″][contact-field label=”Messaggio” type=”textarea” required=”1″][/contact-form]

 

 

Alpinismo

37° CORSO DI ALPINISMO

Direzione: Guglielmo Finello (INA) – Francesco Murano (IS) – Andrea Ruffino (IS)

Il corso è rivolto a chi ha frequentato corsi propedeutici all’alpinismo o di arrampicata e a coloro che già frequentano la montagna e vogliono approfondire le tecniche di progressione e assicurazione per affrontare, in sicurezza, salite su roccia e ghiaccio.

Il corso potrà prevedere salite su neve e ghiaccio in alta quota, creste di roccia o di misto, pareti di roccia con posizionamento delle protezioni.

Scarica il modulo di iscrizione!

PROGRAMMA

30/04   Apertura iscrizioni via mail: corsoalpinismo@caiugetalp.com

09/05   Presentazione del corso e chiusura iscrizioni, ore 21 in sede

18-19/05        Uscite pratiche

26/05                Uscita pratica

8-9/06              Uscite pratiche

16/06                Uscita pratica

29-30/06        Uscite pratiche

Lezioni teoriche in sede: attrezzatura e abbigliamento, pronto soccorso/patologia d’alta quota

Lezioni teoriche in rifugio: catena di assicurazione, glaciologia e cordata su ghiacciaio, topografia-orientamento, preparazione di una salita.

Lezioni pratiche: manovre di autosoccorso della cordata.

 

EQUIPAGGIAMENTO

Casco, imbragatura bassa, cordini, moschettoni a ghiera, piccozza, scarponi rigidi, ramponi, scarpette d’arrampicata, pila frontale.

 

QUOTA   ISCRIZIONE

€ 220,00

 

Per informazioni sul corso:

 

Pagina Facebook della Scuola

Punta Gnifetti – Cresta Signal

Cresta Signal
Cresta Signal

Questo weekend, io e il Guidonz, Blex e Umby, (in totale quattro istruttori della nostra carissima scuola), ci siamo regaliti una classica tra le classiche, un’ imperdibile e famosa tra le famose.. la cresta Signal alla Punta Gnifetti 4554m (D). Monte Rosa.
Io e Guido è da almeno tre anni che siamo lì lì per farla, poi per un motivo o per l’altro non riusciamo mai a far quadrare tutto, tra impegni, meteo, ferie, neve, ginocchia, qualcosa ci ha sempre impedito di esaudire questo piccolo sogno.
Sì perché la Signal è proprio un sogno, una linea bellissima, una cresta che parte dal fondovalle ed arriva in cima al Monte Rosa facendo da spartiacque tra i versanti Sud ed Est di una tra le montagne più grandiose delle Alpi.
Quando ad Alagna lasci l’auto al parcheggio e guardi in alto, molto in alto, vedi già la tua meta; si trova 3300 metri più in su. Dovrai fare tutto ciò interamente con le tue gambe, e ciò rende la Signal veramente una salita perfetta!
Il primo giorno sali 2400 metri fino al bivacco Resegotti; se vuoi una navetta ti toglie i primi 400 m., ma noi dopo averne accennato l’esistenza in macchina non ne abbiamo più parlato, a ripensarci è curioso, usciti dalla macchina ci siamo semplicemente messi a salire.
Al bivacco abbiamo trovato tanta gente, troppa, così alcuni di noi, dopo le varie code per preparare acqua e cibo, han dovuto persino dormire per terra!
Il secondo giorno invece basta code e confusione, siamo partiti sufficientemente presto (ore 2:30), da essere sicuri di non incontrare anima viva. Umby e Blex in una cordata, io e Guido in un’altra. Dopo pochi minuti, rallentati da qualche problemino tecnico di troppo, io e Guido abbiamo smesso di vedere le frontali dei nostri velocissimi amici, e ci siamo ritrovati soli per il resto della salita. Ogni tanto le preziose tracce di chi ci precedeva ci hanno facilitato la scelta del percorso, ma molto spesso capire dove passare ha rappresentato la difficoltà maggiore, soprattutto nella completa oscurità di una notte senza Luna. Scalare alla luce delle frontali è comunque sempre impegnativo ed emozionante…
e da farsi solo se si è ben lucidi e coscienti di cosa si sta facendo!
La salita fino in vetta ci è costata 5 ore di divertenti fatiche, Marco e Umby ne hanno impiegate 3 e 45…. un tempo che quasi ridicolizza le difficoltà di questo itinerario, che di solito è dato per 6-8 ore….
Tempi a parte la cresta è in ottime condizioni, fantastica, e l’ambiente è tra i più grandiosi che si possano trovare nelle Alpi; non posso che consigliarla a chiunque si senta preparato e in un momento di ottima forma…soprattutto da un punto di vista di dislivello, questo è importante, se no diventa un calvario.
Per il resto una gran via di misto classico, godimento puro!

Pigne d’Arolla – Corso di Alpinismo 2011

A volte ti rimane lì per anni, le stagioni si susseguono e  non riesci a trovare il momento giusto.

Non che manchino i momenti durante l’anno, ma lì si va d’estate o in primavera con gli sci, con la neve ma non troppa, ma neanche troppo poca che poi escono troppi buchi sul ghiacciaio.

Ci vuole bel tempo altrimenti “che si va a fare in quota se poi non si riesce a veder il panorama”, ci vogliono soci giusti, gente che cammini ma che non sia neanche troppo “invasata tecnicamente” che cioè non cerchi solo e sempre il grado, la velocità, la quota……

Finalmente ad inizio luglio tutte queste condizioni si sono materializzate all’interno del percorso didattico che prevede il nostro Corso di Alpinismo e allora……si va.

Destinazione Arolla, val d’Herens, Vallese, Svizzera.

All’arrivo, dopo un viaggio neppure troppo lungo, si gusta subito il vero paesaggio alpino del versante  settentrionale delle Alpi: valli strette e lunghe modellate dagli antichi ghiacciai, cime alte e slanciate che partono dai ghiaioni posti al di sopra di verdissimi pascoli, paesini caratteristici con sullo sfondo grandi cime come la Dent Blanche….

La nostra meta è la Pigne d’Arolla, un quasi 3800 (3790) che svetta alto sulle tormentate morene dei ghiacciai della Piece e di Tsijiore Nouve. Alla sua sinistra il mont Collon, che ci accoglie subito con una bella scarica di seracchi che percorre il suo profondo versante nord…..sì siamo in montagna.

Il nostro itinerario prevede la traversata della montagna da ovest ad est, partendo da Cabane des Dix e scendendo da Cabane des Vignettes. Il pomeriggio quindi è dedicato a raggiungere il rifugio, posto in una valle parallela a quella percorsa per arrivare ad Arolla, sulla sinistra orografica del Glacier de Cheilon a monte del Lac des Dix formato dallo sbarramento dell’enorme diga chiamata Grande Dixence.

Il dislivello non è eccessivo, circa 900 mt per arrivare al Pas de Chevre dal quale si passa sull’altro versante scendendo una ventina di metri per scalette metalliche verticali ancorate alla roccia. Una bella camminata senza fretta, senza coda alla funivia lungo prati e ghiaioni facili che lasciano spazio per far andare la fantasia….Attraversato il ghiacciaio dopo una breve risalita si raggiunge il tipico rifugio svizzero: posizione panoramica con una splendida vista sulla parete nord del Mont Blanc de Cheilon, ben tenuto, pulito, ben gestito e……caro.

La mattina seguente sveglia antelucana come di norma per le salite su neve nelle alpi occidentali; si parte appena albeggia, in modo da poter vedere il migliore percorso sulle morene sassose della parte bassa del ghiacciaio già secco nonostante sia solo l’inizio di luglio. Poi, dopo esserci legati, la salita prende “quota”; i panorami si allargano, attraverso i colli si intravedono le cime circostanti tingersi di rosa, la via prende forma attraverso alcuni crepacci bonari che si fanno intuire facilmente. Arrivati al col de Breney il percorso è chiaro e si ha una stupenda veduta sulla seraccata della parete nord della Pigne e sul Cervino distante qualche chilometro.

In cima spira un forte vento da nord-ovest ma la soddisfazione di essere al centro dell’arco alpino occidentale con un panorama che spazia dal Monte Bianco all’Oberland, dal Gran Paradiso al Monterosa non ha eguali. Nonostante il freddo restiamo un po’ in contemplazione, guardando la maggior parte dei 4000 delle alpi, immaginando prima o poi di salirne qualcuno…

La discesa percorre la via normale da Cabane des Vignettes. Essendo rivolta ad est, nella parte inferiore la neve si sta già ammorbidendo. Si passa velocemente sotto la seraccata posta di fronte al rifugio e poi per il Glacier de la Piece si ritorna a prendere il sentiero che riporta a valle.

Nonostante la cima non raggiunga i 4000, il dislivello di 1800 metri in discesa si fa un po’ sentire ma grazie all’entusiasmo ed all’ottimo allenamento dei nostri 3 allievi Serena, Luca e Vittorio a mezzogiorno siamo tutti alla macchina.

                                                                                              Guglielmo Finello

                                                                                              Roberto Bellardi

 

Nord dell’Aiguille du Midi

L’inverno è finito da un po’, è ora finalmente di fare un po’ di alpinismo? La nostra soddisfazione ce l’eravamo comunque presa un sabato, quando abbiamo salito una via sulla Nord dell’Aiguille du Midi.

Via bellissima, una linea logica e verticale dalla base alla cima, per 1000 metri: all’incirca 500 di canale iniziale su neve e qualche roccetta, 5 diri di goulotte da 60 metri l’uno, 200 metri finali di cresta per arrivare in cima. Condizioni erano buone, qualche tratto di misto, uscita molto “interessante”, a un certo punto il ghiaccio finisce, o quasi….

Partiti dal rifugio del Plan de l’Aiguille alle 4 siamo usciti alle 15, ma avevamo davanti una cordata che ci ha costretto a lunghe attese dove la via diventa stretta e obbligata. Per noi è stata una bella fatica e una enorme soddisfazione, salita assolutamente consigliabile.

Ormai è tardi……

Gran Paradiso – Per l’ispirazione

Traversata Piccolo – Gran Paradiso

Si intende la traversata dal colle di Montandayné fino in cima al Gran Paradiso, che offre una delle cavalcate in cresta più interessanti e divertenti della zona; non è molto frequentata e questo fattore ne accresce la bellezza.

Esiste una relazione essenziale ma piu’ che sufficiente sul sito del rifugio Chabod.

Materiale: 1 corda da 40 m, 2-3 rinvii, 1 serie di friends dal #.5 al #1 Camalot, 2 fettucce, ramponi e piccozza.

è ora…..