Archivi tag: ghiaccio

X-ICE – La falesia dei mutanti

L’X Ice Park di Ceresole ha riscosso un successo incredibile. Segno che il movimento dell’arrampicata su ghiaccio è particolarmente vivo e attivo… e segno anche che gli ideatori e realizzatori di questo sito hanno avuto una bella intuizione!
Il posto merita veramente il giro! L’ingresso all’Ice Park è libero ed è possibile arrampicare da primi di cordata oppure attrezzare da sopra i tiri per la moulinette.
La falesia è situata in località Prascalaio, frazione di Ceresole Reale. Seguire la strada statale 460 in direzione Ceresole Reale fino alla fine della lunga galleria che precede il paese, dopo 100m parcheggiare sulla sinistra. Attraversare il ponte di legno situato sulla sinistra della strada e proseguire per cinque minuti sino alla base delle cascate. La falesia sorge su terreni privati, quindi si chiede il massimo rispetto e la massima pulizia.

Evviva i mutanti!

Le prime spicozzate di Wolverine

Wolverine è uno dei cosiddetti ghiacciatori dell’ovest, fornito dal gene X (la prerogativa del DNA che fa nascere una persona nell’universo già dotata di superpoteri) di poteri rigenerativi, sia fisici che mentali, di sensi e istinti animali acutissimi, di agilità felina, di tre artigli ossei che può estrarre a comando dal dorso di ogni mano e che, come tutto il suo scheletro, sono stati ricoperti di adamantio che li rende e lo rendono virtualmente indistruttibile.
Lui è andato a dare le prime spicozzate della stagione, c’e’ ancora poco ghiaccio in giro, ma qualcosa e’ sempre formato. Intanto la stagione è incominciata… e scalare su ghiaccio è sempre più divertente!

Affilate le picche…

Affilate le picche…

…arriva il freddo vero tra poco!

La leggenda era questa, una cordata forte in circolazione partivano per la cascata magica ma non tornavano.

Sarebbero riapparsi solo al disgelo, con una tuta montura diventata bianca, barba lunga e occhiali a specchio spuntati da non si sa dove, si sarebbero nutriti di selvaggina per tutto l’inverno, avrebbo abbandonato le picche per salire cascate incredibili a mani nude.

Terminato il loro viaggio iniziatico, culminato in serate mistiche al chiaro di luna nelle selvagge valli melliche, sarebbero tornati, fortissimi ed illuminati.

E Sergio, sarebbe diventato, come Gandalf di ritorno da moria, SERGIO IL BIANCO!

Vi aspettiamo numerosi, mi raccomando, per il corso – Cascate di Ghiaccio!

Symphonie d’automne – Alpe d’Huez

Sarà stato il suo nome, o le foto del libro di Godefroy Perroux (esploratore di cascate d’oltralpe negli anni ’80 e ’90, praticamente un Giancarlo Grassi di Francia!) trovato per caso a Torino in un banchetto dell’usato. Sarà stata la voglia di salire del ghiaccio in quota e al sole, ammirando nuovi panorami: ma era da un bel po che ci pensavo!

Ora che l’ho salita con John-Paola e Carla posso dire che “Symphonie d’automne” ha ricambiato le aspettative!

Una scalata sostenuta ma ancora “classica” (4 grado) su una gemma di ghiaccio alta 120 metri.

l viaggio lungo in auto, fortunatamente spezzato con una notte nel mio “rifugio” di Briancon, la levata non puntuale e la corsa in auto, la coda alla biglietteria della telecabina Grandes Rousses, qualche difficoltà nell’ indovinare la pista giusta che corre in alto sotto la bastionata, un po’ di apprensione nel vedere le prime magre cascate, ma infine eccola: incastonata fra le rocce, in ottime condizioni e “tutta per noi”!

Salire su 2 linee parallele scambiandoci le foto, rendersi conto di quanto sia grande e man mano più verticale ed aerea, l’uscita nel sole e la sorpresa di trovare le “5 abalakov” collegate per la prima calata!

Le doppie, la corsa per “..perdere” l’ultima funivia, poi scendere a piedi guardando il sole che tramonta dietro le montagne dell’Oisan, finalmente rilassati! Magnifico!!!

Anfiteatro del Martinet

16/12/07
Domenica sono andato a dare le prime spicozzate della stagione all’Anfiteatro del Martinet. C’e’ ancora poco ghiaccio in giro, ma in Val Varaita qualcosa e’ sempre formato. Il socio abituale Guido8ne è ancora infortunato alla caviglia e mi unisco a Enrico e Franco, due istruttori della scuola di Orbassano; con Enrico sono già stato 4 giorni in Dolomiti quest’estate e frequenta il corso IA con me, Guido e Blex.
Alle 9 e 15 arriviamo al parcheggio e ci accorgiamo che molti altri hanno avuto la nostra stessa idea. Dalla folla mi vedo spuntare Gianpiero e Sofia, che insieme ad altri 8 della Gerva intendono aggredire come noi quel poco di ghiaccio che c’e’ all’anfiteatro.
Mega ingorgo al primo salto, che per qualità del ghiaccio e traffico infastidisce sempre non poco, ma appena arrivati all’anfiteatro torna il buon umore. La parte sinistra è tutta formata, la Goulotte, lo Scudo, Martinet di Sinistra e Bianca Sirena, tutte in buone condizioni.
Iniziamo a scalare e tra una spicozzata e l’altra la giornata si anima; una cordata sta uscendo dall’ultimo difficile tiro della Bianca Sirena di sinistra, un bel quinto grado con uscita su frange strapiombanti, ed ecco che il primo di cordata ci delizia con due bei voli su vite, il secondo dei quali di almeno 5 metri e a testa in giù. Lo scalatore illeso riparte e al terzo tentativo riesce a uscire dal difficile passaggio.
Noi attacchiamo la Martinet di Sinistra e all’ultimo tiro Franco si prende un frigorifero di ghiaccio in pieno viso, che a fine giornata gli costerà 3 punti di sutura al pronto soccorso di Saluzzo. Dato l’imprevisto non abbiamo avuto tempo per salire altre linee, né siamo passati per la solita birra da Isaia, ma alla fine siamo contenti che il danno non sia troppo grave e tutto si risolverà a breve.
Forse come inizio poteva essere migliore, ma intanto la stagione è incominciata… e scalare su ghiaccio è sempre divertente

Cascate di Pontat

Val di Lanzo – Cornetti di Balme = tradizionale meta per la prima spiccozzata! Serafino, Carla e Banzai (+Dianetta-bau) con la 4×4 sotto una nevicata man mano più insistente. 1 ora con le ciaspole. Incredibile! delle tracce a piedi indicano che non siamo i soli in “astinenza”. Le colate sono bianche di neve. Quando arriviamo, i due ci dicono di essersi ritirati per il ghiaccio troppo sottile della cascata di destra. Morale: salito salto centrale nella parte destra e, grazie al fiuto di Seraffo, trovata anche la sosta su roccia (in cima a dx) che era sommersa dalla neve. Ora, se non nevica più, c’è la traccia necessaria. Ghiaccio un po’ magro, qualche roccia affiorante. Il tempo migliora e noi speriamo per la stagione iniziata…. ora che il ghiaccio l’abbiamo “rotto” °-))