Archivi tag: arrampicata

Corso di Arrampicata su Roccia 2025 – Elenco Ammessi alla Seconda Parte

Informazioni importanti per la frequentazione alla Seconda Parte del corso di arrampicata su roccia 2025.

Se ammessi (vedi elenco sottostante), occorre inviare – entro e non oltre martedì 18 marzo 2025email con accettazione e contabile del pagamento della quota di iscrizione (euro 140 alle seguenti coordinate bancarie IBAN: IT30P032680119905285848095A – Intestato a: CAI UGET Scuola Alberto Grosso – Causale: Corso Roccia 2025 – Seconda Parte).

Se non perviene email con conferma e pagamento, si verrà esclusi e verrà contattata la prima persona non ammessa in elenco (così che abbia a sua volta tempo per l’iscrizione). Se decideste di rinunciare, vi chiediamo la cortesia di comunicarcelo, sempre via email, così da avere tempo di contattare gli esclusi.

La prossima lezione sarà giovedì 20 marzo in sede UGET, alle ore 21.


Elenco ammessi a frequentare la seconda parte del corso:
Bellotti  Fabio
Boeri Gabriele
Borrelli Raffaele
Bresso Marco
Castelli Alberto
Ceretti Lorenzo
Destino Vincenzo
Erba Adriano
Florenzano Dario
Forte Clarissa 
Geron Chiara
Moiraghi Giulia
Moschietto Alessandro
Pacciani Paolo
Perrucci Marina
Persico Gabriele
Polidori Nakia
Stefanelli Simone
Tesio Giorgia
Tomatis Federica

Corso di Arrampicata su Roccia 2025 (Vie Lunghe)

18/02/2025: ATTENZIONE! A malincuore, le iscrizioni al corso sono chiuse, a causa dell’elevato numero di richieste! Vi invitiamo comunque a partecipare alla presentazione, la sera di giovedì 20/02/2025 presso la nostra sede al Parco della Tesoriera!

Ciao a tutti! È con grande piacere che presentiamo il nuovo Corso di Arrampicata su Vie Lunghe  per la stagione primaverile 2025!

La presentazione ufficiale sarà in sede, il giorno 20/02/2025 alle ore 21! Vi aspettiamo numerosi! Non mancate!

Per i dettagli clicca qui!

Le preiscrizioni saranno aperte a partire dal giorno 18/02/2025, potete inviare la vostra candidatura, compilando il modulo e inviandolo via mail.

Modulo Iscrizione Corso Roccia

Per informazioni e iscrizioni: corsoroccia@caiuget.it

Scarica il volantino di tutti i nostri corsi cliccando sull’immagine qui sotto!

Pagina Facebook della Scuola

Nuovi Corsi Stagione 2024/2025

Ciao a tutti!

Augurandoci che abbiate passato una splendida estate in montagna (o che ve la stiate ancora godendo!), siamo felici di annunciare le nuove date dei corsi della Scuola A. Grosso, che partiranno a settembre con il corso di Arrampicata Libera!

Tutti i dettagli per l’iscrizione e la partecipazione sono disponibili nella sezione “Corsi” del nostro sito.

Grazie per la costante attenzione che dedicate alle nostre attività!

Vi aspettiamo alla presentazione che si terrà l’11 settembre 2024 presso il Parco della Tesoriera!

Cliccando sull’immagine sottostante, potete scaricare il volantino in pdf da diffondere!

Nuova Stagione 2024/2025
Nuova Stagione 2024/2025

Scuola di Alpinismo e Arrampicata Alberto Grosso – Cai Uget Torino

La Scuola di Alpinismo e Arrampicata Alberto Grosso del Cai Uget Torino organizza annualmente Corsi di Arrampicata e Alpinismo per gli iscritti al CAI, volti ad avvicinare tutti alle attività sportive di montagna: Arrampicata Libera (in falesia e su vie lunghe), arrampicata su ghiaccio, alpinismo.

La Scuola organizza inoltre un corso di Ginnastica Presciistica e Prealpinistica, volto al mantenimento fisico indoor quando non è possibile svolgere attività all’aperto con più regolarità.

Sul sito vengono anche pubblicate le schede dei corsi, il materiale didattico, informazioni e notizie dal mondo dell’alpinismo e della montagna.

La presentazione dei corsi di arrampicata e alpinismo annuali avviene in concomitanza con la presentazione del primo corso dell’anno accademico, quello di Arrampicata Libera! Vi aspettiamo numerosi!

Visitate la nostra pagina Facebook, sulla quale potrete trovare foto e descrizioni degli ultimi corsi svolti dalla Scuola.

Per informazioni scrivi a: direzionealp@caiuget.it

Scarica il volantino in PDF cliccando sull’immagine qui sotto!

Finalmente il GranCap!

Io sognavo di raggiungere la vetta del Grand Capucin, uno dei Satelliti del Monte Bianco più famosi e temuti, da tanti anni, mentre Paolo sognava di raggiungere nuovamente la stessa cima (l’aveva già raggiunta dalla Via degli Svizzeri) dalla blasonata Via Bonatti-Ghigo, la prima salita dal mitico Walter sull’imperiosa parete Est!

Così decidiamo di provarci, peraltro come prima via in alta montagna della stagione, e come prima opzione pensiamo di salire al Torino il venerdì pomeriggio, salire la via il sabato, dormire ancora in quota e scendere domenica. Purtroppo un inconveniente lavorativo ci impedisce di salire il venerdì, così facciamo la follia di partire sabato mattina con la prima funivia e tentarla così.

Ma ovviamente abbiamo fatto il passo più lungo della gamba e, nel tardo pomeriggio, ci troviamo sotto il muro di 40 metri di 7a, che peraltro è completamente bagnato (più che altro è una cascata!), così in modo un po’ avventuroso disarrampichiamo l’ultimo tiro salito (il 6c di fessurino in traverso) e scendiamo, per evitare di farci sorprendere in parete dal buio! Scelta che si rivela saggia! Passiamo la notte al Torino (vecchio! il nuovo era pieno!) e al mattino saliamo la Bettembourg al Pic Adolphe (avevamo deciso di fare una via facile vista la stanchezza, e la scelta era caduta su Lifting du Roi al Roi de Siamo, ma c’era una gran coda, così…).

Settimana dopo, Paolo mi chiama e mi dice “ora la conosciamo fino a metà, saremo più veloci fino lì, facciamo in artif il muro bagnato e per la sera scendiamo”, io titubo un po’ ma poi mi faccio convincere, ma a condizione di salire la sera, dormire su (in tenda sul ghiacciaio), farla dormire di nuovo in tenda e scendere con comodo il giorno ancora seguente! E così è, si parte il sabato pomeriggio, notte bellissima in tenda sotto il GranCap, e al mattino attacchiamo alle prime luci.

Risaliamo velocemente lo zoccolo, seguendo delle cenge verso sinistra (il canale usato originariamente da Walter non è più salibile in sicurezza in questa stagione), e alle 8 siamo sulle Terrazze Bonatti sotto l’attacco del primo tiro!

Come previsto da Paolo saliamo velocemente i tiri già saliti la volta precedente, diedri e fessure bellissimi, saliti in libera fino al 6b, poi il famigerato fessurino di 6c in traverso verso destra seguito dal muro di 40 metri, sempre bagnato (saliti entrambi in artif con uso di staffe, per velocizzare la progressione).

Da quel momento ci muoviamo su terreno a noi sconosciuto, ma, un po’ in libera un po’ in artif, raggiungiamo la vetta nemmeno troppo tardi, nonostante la mia notevole fatica e i crampi del povero Paolo che ha dovuto tirare da primo gli ultimi tiri (la via è davvero molto fisica, e scalarne tratti in artif non rende la fatica minore!).

Poi doppie “veloci” (in realtà ne sbagliamo una e dobbiamo superare uno strapiombo in discesa), e prima del buio siamo di nuovo in tenda, una bella cena ristoratrice sul fornello e poi un meritato riposo!

La soddisfazione di aver seguito le orme di uno dei più grandi alpinisti di sempre si  legge ancora nei nostri occhi mentre scendiamo con la funivia!

Grazie a Walter per averci aperto tante e tante vie e grazie a Paolo per la sua affidabilità e tenacia!

Bonatti al Grand Capucin

Bonatti al Grand Capucin

Bonatti al Grand Capucin

Bonatti al Grand Capucin

Bonatti al Grand Capucin Bonatti al Grand Capucin

Bonatti al Grand Capucin Bonatti al Grand Capucin

Bonatti al Grand Capucin

Bonatti al Grand Capucin

Bonatti al Grand Capucin

Bonatti al Grand Capucin

Rocca la Meja – Eppure il Vento soffia ancora

EPPURE IL VENTO SOFFIA ANCORA

S. Aragno, M. Bernini, M. Piras nel luglio 2012

300m; 6c/6c+; 6b obbl. S3+ per la parte bassa; S3 per quella alta

La Via parte dallo zoccolo sotto la cengia della Normale per seguire poi fedelmente il pilastro a Dx di quello di “31anni e non sentirli” e si sviluppa tra placche, muri verticali, fessure e diedri.

Itinerario a tratti piuttosto ingaggiato, il grado obbl. è meglio avercelo tutto.

Materiale: Corde da 60, indispensabile una serie di friends, 11 rinvii

Via parzialmente attrezzata con fixe inox, Kinobi, soste con 2 fixe, cordino e maillon solo nella parte alta

Si ringrazia www.kinobi.it

Discesa: dalla cimain sei doppietutte le doppie a parte la 3^ e l’ultima è consigliato farle con una corda sola!!!

Dall’ultima sosta fare una calata, da 30m tralasciando la sosta di partenza del tiro.

2^ doppia sul bordo della parete, una sola corda, 30m

3^ doppia da 50m per arrivare alla partenza del 5° tiro

Altre 2 doppie da 30m!!!

Ultima doppia dalla base del diedro sino a terra…60m, poi a piedi per la Normale

Avvicinamento/Attacco:  da Demonte in Valle Stura oppure da CastelMagno in Valle Grana si sale fino al Colle di Valcavera e da qui si scende all’altopiano della Gardetta e si prosegue per la sterrata fino al Colle Margherina, evidente da qui la parete.

Dal parcheggio al Colle Margherina seguire il sentiero per la cengia della Normale

La via attacca sullo zoccolo a Sx di “Correnti Gravitazionali”, scritta alla base e fixe Kinobi a qualche metro da terra.

L1) seguire il bel muro grigio prima utilizzando il diedro di Dx poi diritti. 4 fixe, 5c, 30m

L2) bellissima placca su roccia lavorata sin sotto il tetto. 4 fixe, 5c, 30m (il tiro è abbinabile al seguente)

L3) aggirare a Sx il tetto, spostarsi a Dx alla sosta. 1 fixe, 5b, 15m

Superare il pratone, è presente una sosta a metà su uno sperone grigio, e proseguire sin sotto lo spigolo della parte alta, posto una 20ina di metri a Dx di “31anni e non sentirli”.

Nome alla base

L4) seguire lo spigolo sino al 4° fixe per poi spostarsi sulla parete di destra (consigliabile allungare il 4° e 5° rinviaggio), passare la cengia ed in obliquo alla sosta. 7 fixe, 6a+ expò, 35m

L5) passi difficili ad uscire dalla sosta con runout dal 3° fixe verso sx, poi per muri rossi e gradoni alla sosta. 6 fixe. 6c/6c+, 35m

L6) bellissimo ma corto diedro, 4 fixe. 6a+, 25m

L7) partenza in fessura poi placca/muro, dal 2° fixe conviene spostarsi a Dx, runout sino al fixe successivo, ribaltamento non facile e placca. 4 fixe. 6a+, 25m (i tiri sono unibili)

L8) dalla sosta spostarsi a Sx, fixe con cordino, corto traverso, pochi metri su marciume, e muretto impegnativo, sosta bis…facoltativa, se si allungano i primi 2 fixe la corda non tira. 8 fixe. 6b, 50m

L9) difficili passaggi per andare al primo fixe e superarlo…verso dx, poi più facile ed entrare in un fessurone, fixe all’uscita. 3 fixe. 6c/6c+ poi 6a, 30m

L10) bellissimo muretto giallo, primo fixe alto, dopo il 2° è possibile mettere un friend medio, sosta in cima al pilastro. 2 fixe. 5c/6a, 25m

Le sorprese dell’Orco

In questo caso l’Orco non è verde e non mangia nemmeno i viandanti.

Tutt’al più vi potrà chiedere una tassa in pelle delle mani per il vostro passaggio nei suoi territori.

No, non sto parlando di un orco che per sbarcare il lunario si dedica alla manicure dei turisti ma del nostro orco per eccellenza ( no, non è Sherk): l’orco della Valle dell’Orco!

Come gli umani, anche gli orchi possono attraversare dei periodo di crisi di coppia.

Le liti si sprecano, i piatti volano e il povero Orco esce di casa spesso cercando una maniera per scaricare la tensione accumulata tra le mura domestiche.

Ha provato a sradicare alberi ma si è preso una multa dalla forestale, ha provato a scagliare massi da un lato all’altro della valle ma i carabinieri lo hanno arrestato pensando che fosse un black block in allenamento, ha passato la sera nella taverna del paese a bere ma ha lasciato l’auto in doppia fila e il carro attrezzi l’ha portata via.

Mentre rincasava barcollando al buio attraverso il bosco, senza vederci una cippa perché la pila frontale è rimasta nell’auto, malediceva l’oste della taverna per il suo buon vino.

Tra un’imprecazione e l’altra si reggeva a mala pena in piedi appoggiandosi ai tronchi dei larici.

Sarà stata la stanchezza, forse l’alcool, forse la scarsa cultura di botanica alpina ma decise di appoggiarsi ad un sambuco che, come voi sicuramente saprete, ha qualche difficoltà a sorreggere un Orco di diversi quintali.

PATATRACK!!!!!!

L’Orco si ritrovò a ruzzolare giù per la montagna inviando simpatici appellativi alla moglie, al cielo, alla forestale, ai carabinieri e, soprattutto, a quel dannato esame di botanica alpina passato con un indecente 18!

La caduta  terminò alla base di un salto di grigio gneiss.

Contuso e disorientato l’Orco raccolse le forze rimaste e con un urlo di disperazione tirò un gancio destro alla parete.

La roccia tremò ed una fessura spaccò in due la parete correndo in obliquo.

L’Orco,con suo stupore, provò un senso di calma interiore. Aveva trovato il modo per sfogarsi ed era appena nata la FESSURA DELLA DISPERAZIONE!

Da quel giorno in avanti,quotidianamente, l’Orco si reca alla base di una parete per prenderla a cazzotti.

Lui si sfoga e noi abbiamo sempre nuove fessure da salire!!!

_________________________________

Durante la primavera e l’estate 2011 con diversi amici ho seguito le tracce dell’Orco cercando le sue fessure.

Non è stato difficile ed i risultati sono stati più che soddisfacenti

In ordine cronologico sono state salite le seguenti  NUOVE linee:

PERCUSSIONI LITICHE: una superba fessura strapiombante ad incastro di dita e mano valutata 7b+/c. Questo monotiro si può annoverare tra le più belle fessure della valle salibili in stile trad  e regala una sequenza di movimenti veramente “ ecceziunali”!

Come arrivarci? 

GERA UNA VOLTA: tra la boscaglia sopra la Fraz. Gera con Fabrizio Berruto ho scovato un tiro molto carino valutato 6b. Si tratta di una fessura ad arco con incastri di mano e dita completamente da proteggere.

Come arrivarci?

LA PULCE D’ACQUA: corta via di fessura composta da 4 lunghezze di corda a piombo sul torrente orco aperta con Emanale Foglia. Le difficoltà date in apertura sono: 6c, 6b,4c,6 a+.

Sulla via sono presenti due spit ed è necessaria una serie di friends doppia fino al numero 2 BD.

Come arrivarci?

MANSUETO: monotiro scoperto aprendo “la pulce d’acqua”. Fessura leggermente appoggiata ad incastro di mano ideale per prendere confidenza con questo genere di arrampicata. 5b

Come arrivarci?

BASTASU U PADRONE: diedro perfetto posto appena a destra di Mansueto con cui ha in comune la sosta.5c

Come arrivarci?

La caccia alle fessure non è terminata,

l’autunno promette bene!!!

Umberto Bado – Guida Alpina

Montenegro… sapore vero!

Dopo più di un anno di attesa e preparativi finalmente siamo partiti.

Facendo scalo a Vienna, il 19 settembre atterriamo a Podgorica, capitale del Montenegro, dove Djuro ci attende con il materiale e con la Lada, il nostro fuoristrada per quest’avvenutura.

Per l’ora di cena raggiungiamo Zabljak, piccola cittadina nel nord del paese.

Ad accoglierci presso l’Mb hotel tre cose:

A: una pioggia torrenziale

B: una bottiglia di niksicko, la buona birra locale

C: un immenso piatto misto di carne

Tolto il punto A le restanti cose ci rimettono quasi del tutto in sesto dopo il viaggio.

Già… il viaggio… ma cosa cavolo ci siamo venuti a fare in Montenegro??

Bella domanda, ma forse è più bella la risposta: a SCALARE!!!! ovvio!

La cosa particolare di questo soggiorno arrampicatorio è che la falesia non esiste, dobbiamo crearla noi.

Con Marco Appino, Aspirante Guida Alpina, abbiamo tempo dieci giorni per chiodare e liberare venti linee sulla stupenda parete calcarea del Pirlitor, posta sulla sinistra idrografica del fiume Tara.

Il giorno successivo nonostante il tempo brutto iniziamo i lavori.

Le prime ad essere create sono sei linee facili, chiodate apposta per i bambini ed i neofiti. Le difficoltà si aggirano sul terzo e quarto grado e percorrono la piccola parete di un caratteristico panettone calcareo.

Con circa 2 giornate di lavoro terminiamo questo settore della falesia e possiamo,finalemente, dedicarci al vero grande progetto: una parete alta circa 40 metri e larga… tanto… ma tanto tanto!

Calcare grigio a tacche e gocce, muri verticali, pance, strapiombi e pure qualche fessura.Una miniera d’oro per i climber!

Il lavoro inizia con un bel “gioco” chiamato disgaggio!

A colpi di palanchino facciamo precipitare tutti i massi e le lame pericolanti che troviamo in parete. Con botti degni di capodanno si schiantano al suolo esplodeno in mille pezzi. Dopo ogni botto un sorriso persiste sui nostri volti, almeno fino a che non troviamo un altro masso a cui dedicarci!

Una volta pulita la parete è incominciata la fase d’individuazione delle possibili linee d’arrampicata.

Posizionando delle soste temporanee  proviamo a salire assicurati dall’alto i tiri scelti segnando con la magnesite i punti in cui collocare gli ancoraggi. Se al termine della lunghezza il tiro pare degno di nota ripassimo i punti di magnesite con il pennarello.

Dopo aver segnato tre o quattro tiri passiamo al fase di perforatura e piazzamento degli ancoraggi con la resina.

Per circa otto giorni la nostra tabella di marcia è stata quella appena descritta, con questi orari:

colazione alle 7 e 30, in falesia per le 8 e 30 e rientro in albergo per le 20 circa.

Nonostante il limite imposto dalle batterie del trapano, gli incontri con serpenti e scorpioni, siamo riusciti a terminare la chiodatura in tempo per concederci 48 ore abbondanti per provare a liberare i tiri.

Su 20 tiri creati, nove sono stati quelli su cui ci siamo dovuti concentrare per la libera. I restanti undici si sono rivelati tutti tra il terzo ed il 6a+.

Avendo poco tempo, si è deciso di dividerci i tiri da liberare e per avere un metro di misura e confronto siamo partiti da due tiri liberati da entrambi.

Sappiamo bene che il grado dovrebbe essere dato sul tiro a vista ma per dare un’ idea di massima sulla difficoltà abbiamo voluto gradare comunque i tiri, anche se sono stati liberati al secondo o terzo giro.

Di seguito un breve resoconto dei tiri liberati:

The murderer: 6c+ liberato da Umberto

Nutellacrazia: 6c Umberto

Selezione all’uscita: 6c Marco

New daddy: 7b Umberto

More pivo more party: 7a+ umberto

Concordia: 7a Marco

Falsa partenza: 6c Marco

Team Buma: 7b+ Umberto

Trip in the night: 6b

e poi…

brodo: 6a

red berries: 5b

Black scorpion: 5c

Snake free: 6a+

Il cetriolo: 5a

Essendo il Montenegro grande come una delle nostre regioni, l’ultima sera ci siamo fatti 2 ore di auto per fare un po’ i turisti. Siamo stati sulla costa Adriatica nella splendida Kotor, una cittadina stretta tra il mare ed i monti.

Concludendo: il Montenegro ha un potenziale roccioso impressionante, il cibo è buono, la gente è ospitale e la birra costa poco!

Umberto Bado

 

 

 

Sergent – Cracks

Il Diedro del Mistero

Bella giornata al Sergent,
dove abbiamo salito 3 vie storiche, dei veri “must” della valle per quanto riguarda l’arrampicata in fessura su livelli medio facili.
Se uno vuole impratichirsi con l’uso delle protezioni veloci e con gli incastri in fessura, prima o poi dovrà passare da lì e misurarsi con quei movimenti.
Queste vie, benché corte e di grado non elevato, hanno una loro piccola anima, hanno visto passare generazioni di rocciatori, tutti inizialmente spaventati, per non dire terrorizzati, all’idea di avventurarsi su quelle roccie prive di chiodi o spit, consci che una volta alzati i piedi da terra, tutto dipende solo da loro, senza poter contare su nessun aiuto esterno.
Ma una volta dominata la paura, capito come usare nut, friends, mani e piedi, le fessure non sono poi tanto terribili e regalano esperienze e soddisfazioni particolari, non paragonabili ad un tiro attrezzato!

Queste le vie:

Nicchia delle Torture (con partenza su Paperinik) 6B+, 6B
La placca in partenza è subito impegnativa e tecnica, poi si arriva al tiro della nicchia che si risolve con numerosi passaggi in fessura, belli e impegnativi.

Diedro del Mistero (con partenza su Manovre Orchestrali) 6B, 5+, 6B
Anche qui si parte in placca, un 6B Valle Orco molto più simile ad un 6C, soprattutto nel passo chiave… che naturalmente non si dice dov’è!! Poi un bel 5+ in parte da proteggere e da non sottovalutare. Infine il Diedro. 15 metri di roccia Valle Orco meritatamente famosi, interamente da proteggere.

Incastromania 6A
Una fessura curvilinea interamente da proteggere; la prima volta che la si sale in libera e senza patemi dà una grande soddisfazione, sproporzionata rispetto a tutti i 6A che un principiante può fare in falesia.
E’ impegnativa e soprattutto psicologica, bellissima!

Alcuni consigli per chi inizia ad affacciarsi alla cosidetta arrampicata “TRAD”, visto che questo è il sito di una scuola di alpinismo…

Affrontare queste vie con grande umiltà, non ricercare a tutti i costi la libera al primo tentativo, tanto di solito non viene ed è meglio evitare lunghi voli su protezioni veloci. Le vie cambiano completamente prospettiva una volta che si conosce dove e quali protezioni usare lungo il tiro, dove sono i riposi, dove le prese e gli incastri migliori. Rispetto alle relazioni portare sempre qualche protezione in più, raddoppiare i friend medi non fa mai male, soprattutto quando non si conosce il resto del tiro e quali saranno le misure da usare.

Buon divertimento!

Ah, che si sappia, ogni volta che si va al Sergent bisogna finire la giornata stritolandosi le mani alla celebre fessura Kosterliz, ieri abbiamo incontrato il mondo, c’era più gente lì che in tutto il resto del Sergent.

Roc Muntun in Val Sangonetto

Il Roc Muntun (o rocca del montone) e’ una bella parete di gneiss alta 100m immersa in un gradevolissimo ambiente alpino alle porte del parco Orsiera-Rocciavrè. Il vallone e’ quello del Sangonetto, che sale al Colle del vento, classica gita escursionistica e scialpinistica. L’accesso che abbiamo scelto e’ pero’ quello dalla val di Susa scavalcando la dorsale al passo dell’Orso.

sorprendente roccia compatta e rugosa, per niente sporca. complimenti ai primi salitori! Io aggiungerei qualche spit qua e la ma si perderebbe un po di “ingaggio”. vie di 4 tiri, con difficolta concentrate nella prima parte più verticale. 9 vie di recente chiodatura dal 5c al 6b+.

non e’ una falesia frequentata, anche per l’avvicinamento. qui gli arrampicatori sono ben pochi! alla vista delle corde, gli escursionisti ci chiedevano dove mai avessimo intenzione di andare a scalare!

Con Carla e gli entusiasti Felice S. e Armando M. e la immancabile Dianetta-bau.

In auto: villarfocchiardo, certosa monte benedetto, alpe fumavecchia 1440m, casotto fumavecchia 1660m (diversi km di strada stretta e sterrato, astenersi macchinoni o carrozzerie “delicate”).
a piedi: salire per comodo sentiero al passo dell’orso 1850, girare a ds (ovest) sentiero mezzacosta fino alla freschissima fontana nuna 1920m, bivio vs sinisra scendere leggermente sentiero mezzacosta fin alla base della parete che si mostra bene solo alla fine. La “Via per Silvano” e’ la piu a destra e attacca una lama-fessura salendo in obliquo verso sinistra. L1 5c chiodato extra-lungo, L2 5b, L3 5b, L4 4a. Discesa in doppia max 40m.

Roc Muntun via per Silvano
quota base arrampicata (m): 1900, sviluppo arrampicata (m): 130, dislivello avvicinamento (m): 300 difficoltà: 5c obbl esposizione : Sud-Ovest
località partenza: Villarfocchiardo (Nord, 1h20 cammino senza neve) o Indiritto di Coazze fraz. Tonda (Est, 2h a piedi)